Dalla Lidia


Burano Lace

Il Negozio


La ditta Dalla Lidia Merletti d'Arte, si distingue nel suo campo per la qualità dei Merletti, che sono tutti fatti a mano. In questo sito potete ammirare alcuni dei pezzi che troverete nel nostro negozio o nel Museo. Nella nostra boutique avrete la possibilità di trovare tutta la biancheria per la casa, dalle tovaglie, ai centri, ai fazzoletti, ai servizi prima colazione, lenzuola, copriletti, camicie da notte.. Abbiamo anche abbigliamento da donna, da bambino, dal battesimo in poi. Vogliamo offrire ai nostri clienti i migliori merletti. Il Negozio è il più vecchio di Burano, ed è il più grande e completo del mondo. Le misure indicate possono subire delle leggere variazioni ed eventuali piccole imperfezioni sono dovute alla lavorazione a mano dei prodotti.

L'isola


Burano è uno dei grossi centri della laguna Veneta, con i suoi 3.500 abitanti, le attività prevalenti sono la pesca, il merletto, la ristorazione, e altre attività inerenti il turismo. Il turista che viene da Venezia via acqua (con il "vaporetto"), con un viaggio di 40 minuti nel mezzo della laguna, passando vicino a isole in rovina che ricordano le dominazioni della "Serenissima" repubblica, a Burano scopre un intreccio di "calli" e "fondamente" su piccoli canali. La caratteristica della maggior parte delle case di Burano, attrae immediatamente l'attenzione del visitatore, ricordando la policromia che si può trovare in poche altre isole d'Italia, per esempio a Pantelleria. Le tracce storiche, sono per la maggior parte conservate nella grande chiesa di San Martino, una costruzione del XVI secolo. L'opera più importante all'interno della chiesa è "La Crocifissione", un dipinto di G.B.Tiepolo (1727). La grande piazza di fronte alla chiesa è dedicata a Baldassare Galuppi (1706-85), un famoso musicista chiamato anche "il buranello", orgoglio di Burano. Bisogna assolutamente provare la cucina dell'isola, tutta a base di pesce; i piatti più conosciuti per la loro originalità sono il "risotto di Gò", le "schie con polenta".

Il Merletto


Sospira la bella, sconsolata e triste; l'amato bene è ormai lontano, in terra d'Oriente, e a lei rimane solamente un'alga, donatale quale pegno d'amore dal giovane crociato. Ma l'alga, creatura marina, ha vita effimera e, giorno dopo giorno, la fanciulla innamorata avverte il pericolo di perdere l'unico ricordo tangibile del suo amore, mentre si acuisce in lei il desiderio di conservarlo il più a lungo possibile. Da tale cruccio amoroso nasce l'idea di riprodurre l'alga sulla rete del padre, pescatore; prende l'ago e..... il miracolo è compiuto. Si realizza così il primo merletto dell'isola di Burano. Storicamente il merletto compare a Venezia nel XV secolo ed il primo documento si trova in un quadro del Carpaccio (1456-1526). Notizie abbastanza precise sull'origine del merletto indicano la Magna Grecia e l'Asia Minore come le terre da cui presumibilmente esso giunse a Venezia. Secondo un'opinione diffusa, il merito di aver divulgato, verso la fine del '500, l'uso del merletto, spetterebbe alla Dogaressa Morosina Morosini, moglie del Doge Marino Grimani; ma già più di un secolo prima, nel 1473, re Riccardo III d'Inghilterra, nel giorno della sua incoronazione indossava un "trionfo di trine e merletti" provenienti dalla veneta laguna. L'anno 1537 viene generalmente indicato come l'inizio di questo tipo di lavorazione che rese celebre l'isola. Fuori dalle piccole case ad uno o due piani, i cui colori, come dice il poeta Diego Valeri "splendono anche contro il sole, così che le acque dei canali, riflettendole, ne moltiplicano lo splendore", siedono a gruppi le donne buranelle e dalle loro veloci e magiche mani nascono come per incanto quelle meraviglie che, in tempi ormai remoti, furono ornamenti di re e regine, da Luigi XIV che per la sua incoronazione si fece eseguire un colletto tutto di capelli bianchi, alla regina inglese Maria di Tudor e a quella di Francia, Caterina De'Medici (1519-1589). La crisi che fa seguito alla caduta della Serenissima negli anni a cavallo tra la fine del 1700 e l'inizio del 1800, raggiunge anche Burano e nel giro di poche stagioni l'attività , che aveva reso famose le merlettaie, si affievolisce al punto da far temere la scomparsa, assieme alle ultime vecchie lavoratrici, del segreto del punto in aria che rende insuperabili i suoi merletti. L'arte del merletto, dopo aver costituito per più di 300 anni l'orgoglio di Venezia che ne rivendica l'assoluta paternità , all'inizio del XIX secolo entra in decadenza. La fine della Serenissima segna la scomparsa, dalle isole della laguna, del merletto del quale troviamo, unico caso, dei resti nell'isola di Burano verso il 1845. Il rigido inverno del 1872 ricopre di ghiaccio la laguna attorno a Burano; la pesca, principale risorsa degli abitanti dell'isola, non può essere praticata; la miseria è estrema e molte famiglie sono alla fame. Dei soccorsi immediati erano indispensabili per salvare la comunità di Burano: all'appello lanciato per assicurare la sopravvivenza della popolazione, Venezia e l'intera Italia rispondono generosamente. Sotto il patrocinio di S.M. la Regina Margherita si pensa di ripristinare l'arte del merletto nell'isola; a tale scopo una vecchia buranella la "Cencia Scarpariola" che ricorda ancora quasi tutti i punti, inizia ad insegnare alle giovani dell'isola quest'arte antica. Rinasce il merletto di Burano. La scuola ha uno sviluppo straordinario: il numero delle allieve, da un primo nucleo di 11, sale nel 1878 a 250, arrivando nel 1906 a 770. Le ordinazioni riprendono a giungere in grande quantità , prime fra tutte quelle della Regina Margherita, della Principessa di Metternich, della Granduchessa di Baden e via via di altre nobildonne italiane e signore inglesi e americane; ritornano di moda gli scialli di pizzo, i merletti per ornare i colli e le maniche degli abiti femminili e, come nei secoli precedenti, si ricamano tovaglie e paramenti sacri per le chiese. La scuola prosegue la sua opera ed il lavoro delle abili mani continua, fra alti e bassi, fino al 1872 quando avviene la chiusura definitiva. Ma l'arte del merletto sopravvive malgrado tutto ed oggi il maggior centro è, a Burano, sicuramente il negozio "Dalla Lidia" con l'annessa Galleria del merletto antico, vero e proprio museo. Qui vengono confezionati nuovi preziosi lavori e conservati i tesori dell'antica arte. Qui si possono vedere ed acquistare tovaglie e lenzuola, copriletti e centri di ogni tipo, farfalle e scarpine per neonati ed innumerevoli merletti per tutti gli usi. E' nella galleria che si possono ammirare i pezzi più rari, conservati gelosamente per la delizia dei visitatori i quali, a contatto con quelle rare bellezze, potranno riandare per un attimo con la mente alla leggiadra leggenda che vuole l'alga, figlia del mare, inspiratrice prima dei capolavori realizzati su quest'isola il cui cielo limpido e chiaro sembra voler aggiungere trasparenza alla leggerezza del merletto. Cliccando sul link sottostante, inizierà un Video descrittivo sulla lavorazione del merletto di Burano, dal disegno alla "staccatura" finale. Il tutto eseguito da varie mani, anche di ragazze molto giovani, a dimostrazione che l'Arte del Merletto è ancora viva! Merletto di Burano E seguendo questo link, vi presentiamo la nascita della Sacra Famiglia

Dove Siamo


Burano può essere raggiungibile sia con i mezzi pubblici, (i vaporetti o le motonavi), sia con mezzi privati, quali barche private che organizzano gite giornaliere tra le isole, oppure i taxi acquei. In ogni caso, il viaggio verso Burano è bello e particolare, in quanto vedrete delle parti della laguna nascoste ai più. I prezzi sono diversi ovviamente, si va dai mezzi pubblici che sono meno cari, al servizio taxi privato, più caro ma allo stesso tempo più veloce e versatile. Usando i mezzi pubblici, potrete arrivare a Burano dalle 2 zone estreme di Venezia, ossia Piazza San Marco (passando via Lido e Punta Sabbioni) o F.te Nuove (passando via Murano).

Dalla Lidia Merletti s.n.c. via Galuppi, 215 30142 Burano - VE

041-730052